intestazione


Questo spazio è dedicato a tutti coloro che amano viaggiare e raccontare le proprie esperienze. Condividi con noi le emozioni, le curiosità o le difficoltà che hai incontrato viaggiando al passo della tua carrozzina o di quella di un tuo amico.

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giordania e gerusalemme

Ciao a tutti, io&Daniele volevamo ringraziare, tutte le persone che hanno reso, a dir poco, divertente e fantastico questo viaggio. E' stata una bellissima esperienza. Siamo passati da luoghi incantati e magici (Petra), dove numerosi bambini erano affascinati dal modo in cui i nostri compagni di viaggio disabili percorrevano i vari sentieri e strade, sabbiose e sassose, a paesaggi unici (Mar Morto e Monte Nebo), terminando con una città che secondo noi è un mix di mistero e spiritualità: Gerusalemme. Da queste righe, pochi, potranno cogliere il fatto che viaggiare con persone disabili non è assolutamente un "peso" come, spesse volte, si sente dire. Noi abbiamo avuto l'opportunità di godere appieno di tutte le meraviglie proposte dall'Agenzia, anzi ci sono stati addirittura dei fuori programma, come la salita verso Monastero, nella città di Petra, e Amman by night ! E la disabilità dei nostri amici-compagni non è stata un ostacolo! Per me, "Daniele" è stata un'esperienza nuova e bella, da rifare sicuramente (se ci chiameranno/mi chiameranno ). I o non ero mai entrato in contatto con il mondo della disablità, se non indirettamente, poichè la mia fidanzata (Federica) lavora c/o il Servizio Accoglienza Studenti Disabili dell'Università di Camerino, e questa vacanza mi ha permesso di vedere tante sfaccettature della vita che prima nemmeno consideravo. Mi ha aiutato a crescere, a vedere le reali difficoltà quotidiane che i disabili affrontano....e come queste possono essere superate con piccoli e semplici aiuti (dal tenere uno zaino a sostenere la carrozzina per superare un gradino)! Non ci resta che mandarvi un grande bacio ed abbraccio.....e soprattutto....non esitate a contattarci per altri viaggi "prova" o nel caso in cui qualche persona abbia biosgno di un accompagnatore! Fede&Daniele

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mail da un caro amico

Carissimi, ma voi non l’avvertite un po’ di nostalgia per le giornate del viaggio? Non vi mancano le chiacchiere e le fatiche, i silenzi e gli sguardi, le attenzioni e le complicità, i sorrisi e le dolcezze? Che peccato mortale la distanza! La gente pensa che un viaggio insieme alle persone disabili serva soltanto per dar loro un aiuto materiale e che si tratti in fondo di compiere una “buona azione”. L’esperienza di quelle persone che hanno partecipato a tali viaggi invece è servita (lo dicono esse stesse) ad arricchirle e a smantellare i propri reticolati mentali in cui i “normali” - per mancata conoscenza diretta delle cose - confinano i disabili. Francesco

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Il mio viaggio in: Namibia 2008

La Namibia è stata un'esperienza che se dovessi descrivere con una sola parola direi semplicemente MAGICA...
Perfetto tutto. Paesaggi incantati e meravigliosi che solo nei film avevo visto e che pensavo fossero opera di un bravo sceneggiatore. Esperienze belle e coinvolgenti come trama di un copione scritto da un bravo regista. Una poesia difficile da descrivere con semplici parole. Le emozioni provate in quei giorni sono state così grandi, così intense e uniche da sentirne ancora il sapore e la musica anche a distanza di 2 mesi dal ritorno. Guardo le foto scattate in quei giorni ed il ricordo nostalgico mi commuove. Non sono parole di circostanza ma la voce del cuore che in quei giorni non ne aveva nemmeno tanta era l'emozione.
L'organizzazione è stata fantastica, anche se ci sono stati inconvenienti noi partecipanti non ce ne siamo quasi accorti perchè sono stati tempestivamente risolti.
Il gruppo giorno dopo giorno si è amalgamato nonostante le differenti tipologie di persone, e proprio giorno dopo giorno siamo diventati un gruppo complice che si divertiva e che stava bene insieme. Piccole incompresioni dovute a diverse personali esigenze non hanno compromesso mai l'armonia del gruppo ma hanno fatto si che si trovassero i giusti compromessi per una sana e corretta convivenza e condivisione.
Un bel viaggio itinerante dove anche le esigenze del disabile sono state rispettate e comunque, anche difronte a difficoltà l'organizzazione era pronta a risolvere ed aiutare.
Personalmente posso dire soltanto GRAZIE all'organizzazione per avermi regalato due settimane da sogno...
By Laura

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Il mio viaggio in: Nepal 2006

Il mio viaggio in Nepal inizia mesi prima di partire, tra le indecisioni... Tra le paure... Tra l’incoscienza di essere disabile....
Poi la partenza, che posso affermare piacevole. L’impatto con Kathmandu è assai sconcertante, come la discesa dall’aereo o il viaggio verso l’albergo usciti dall’aeroporto. Saliti su di un furgoncino (sicuramente di lusso) la cosa che per prima mi ha colpito è stata l’assenza dell’illuminazione per le strade (essendo arrivati di sera) che conferiva a tutta la città una visuale oscura, quasi da città delle tenebre!!!
Il mattino seguente la luce illumina ciò che non era visibile di notte e la sua bellezza è mescolata al caos che partorisce una stella che danza, anche se in città come Katmandu tutti corrono, suonano e sorpassano, nessuno però alza la voce verso gli altri o impreca, auto che si inchiodano sull'asfalto al limite dello scontro. Qua la vita si svolge tutta per la strada, dalle docce nelle fontane pubbliche allo squartamento degli animali da vendere. Dalle mucche sacre che "pascolano" in strada ai bambini che giocano ovunque. E poi i templi di Durbar Square, bimbe reincarnazioni di dee (Kumari), Internet Point e strade senza asfaltare, galline e pecore che dormono con i padroni.
A Pashupatinath ho visto la cerimonia di cremazione; irreale nella preparazione e drammatica nella realtà'. Dal pianto dei cari, alle ceneri che vengono buttate nel letto del fiume, con relativi resti del povero defunto, tra odori acre di carne bruciata e incenso delle cerimonie.
Mi hanno raccontato di sacrifici animali a Bhaktapur, durante la festa del Dasain (dove come in un museo, paghi per entrare ed entri nel sogno), con i ragazzini che saltavano dalla gioia, perché ogni festa che si rispetti, è gioia nei cuori dei ragazzini.
Ho ancora vivo il ricordo del monastero Buddista e i colori della sala dove si riuniscono a pregare, gli alloggi per i bambini, che qui possono studiare e la possibilità di non vivere in mezzo alla strada.
Venditori di frutta o capre tra la Pagoda più antica, uomini senza più rispetto di se stessi (non per volere loro) distesi per terra in mezzo alla folla incurante, cortei che portano in trionfo bimbe che non potranno vivere la loro adolescenza, monumenti dedicati al Buddha, in mezzo alle case, l’odore di antico di quando sia stata grande questa città in passato, le testimonianze aleggiano nell’aria e ogni angolo è un pezzo di vita.
Vedere Bodhnath Stupa, la più grande Stupa del mondo e girare le preghiere al tempio delle scimmie, essere assaliti da venditori ambulanti che vendono di tutto, a volte anche l’impossibile e venditori con la solita merce sacra o meno.
Salire in una notte di pioggia su di un risciò (per tornare in albergo), con il povero conducente che a fine corsa era fradicio, e il tutto per 2 euro. Perdere lo sguardo nelle risaie che corrono a tratti pianeggianti e a tratti in salita.
Ma questo è solo il racconto dell’uomo viaggiatore, ora vorrei raccontarvi un poco delle emozioni dell’uomo disabile, che ha visto il Nepal:
la cosa che più mi ha emozionato ed affaticato (anche se le emozioni non restano mai isolate, dal momento in questo posto è un susseguirsi di emozioni, come del resto le fatiche dal momento che ogni ristorante è al primo piano ed ogni marciapiede esistente è alto minino 25 cm.) è stato veder sorgere l’alba dai monti dell’Annapurna, il silenzio regnava indiscusso ed ogni parola suonava inutile. Davanti a tale spettacolo il silenzio ti riempie l’anima e svuota la testa.
Raccontare il Nepal in poche o tante parole e cosa superflua, gli odori, i colori, l'atmosfera, la gente, il tutto racchiuso in un turbinio continuo ed inebriante rendono questo paese assolutamente fantastico...
Ultimamente ho riguardato le foto del mio viaggio in Nepal, guardavo le foto, poi chiudevo gli occhi e le immagini appena viste iniziavano ad animarsi in disordine, tra colori e odori che risalivano su per il mio naso e rapiva la mia mente. “Ma la cosa che più ricordo è la serenità dell’anima del popolo nepalese, che trascendeva il corpo per affiorare nel viso” e nonostante la povertà e la situazione sociale del Nepal tra anarchia e tasse, la serenità era sempre presente.
Ringrazio tutti quelli che hanno reso possibile il viaggio, tutti, nessuno escluso. Ringrazio i componenti dell’associazione Strabordo compagni di viaggio e l’Organizzazione Tilicho per la ottima pianificazione dello stesso.
Grazie!
By Sergio

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